Psicologia dell'Audiovisivo

sito a cura di
Stefano Paolillo
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Cosa è la psicologia dell'audiovisivo
 

Negli ultimi anni si è assistito ad un progressivo approfondimento degli studi della Psicologia negli aspetti specifici e minuti del comportamento umano. Qualsiasi attività umana può essere oggetto dello studio di uno psicologo. Non solo cura di una persona, come iniziato dalla psicoanalisi di Freud, ma anche lo studio e l'ausilio alle attività umane.

Il cinema prima, la televisione e il computer poi, hanno consentito un uso progressivo della comunicazione audiovisiva. La narrazione orale/scritta è stata affiancata da quella del cinema e della televisione. Film, telefilm, programmi di intrattenimento hanno affinato sempre più la capacità di elaborare concetto complessi e articolati, compiuti su vari livelli di significato: luce, inquadratura, movimento, suoni, musica, voci. Ma anche l'informazione ha subito l'evoluzione dettata dall'audiovisivo. Se un tempo erano esclusivamente i testi iscritti ed il racconto orale a consentire la circolazione delle informazioni, oggi la miscela di immagini e voci che ci è offerta dalla televisione e da internet, ci obbliga a gestire una massa di informazioni decisamente superiore.

Anche la nostra vita ludica è stata inondata di audiovisivo. I videogiochi sono diventati il veicolo preferenziale di gioco di milioni di persone di tutte le età.

Lo psicologo affronta questo panorama con lo scopo di analizzare e comprendere questi manufatti culturali e gli effetti che essi induco nel comportamento delle persone. Ma anche aiutare chi lavora con gli audiovisivi a valutare gli effetti che essi possono indurre. In ultima analisi, lo psicologo può essere esso stesso, con cognizione di causa, a provare ad usare gli audiovisivi per realizzare la sua istanza: aiutare le persone nel loro cammino verso la conquista del maggiore benessere possibile.